sabato 26 febbraio 2022
Nell'Attesa Dell'Africa, Sul Monte Generoso
🌛
In attesa della partenza x l'Africa, e del clima ( più o meno) costantemente primaverile di Nairobi, oggi pareva primavera su questi monti (peraltro collocati alle stesse, dolci e non troppo impegnative, altitudini della capitale keniota - poco meno di 2000 mt), ed a me è parso di tornar un po' bambino in questi luoghi cari: per i profumi ed i panorami, per le sensazioni ed il tatto ( il toccare la neve, purtroppo pochissima a dispetto del periodo), che mi riportano indietro, alle mie prime camminate (ed avventure ed esplorazioni ) nell' inizio di questo mio cammino, quando ero accompagnato, tenuto per mano anche, da mamma e papà . Camminare è vita, vita è camminare...in questo ciclo...
Dall' Enciclica "Laudato Si" del Papa Francesco
84. Insistere nel dire che l’essere umano è immagine di Dio non dovrebbe farci dimenticare che ogni creatura ha una funzione e nessuna è superflua. Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio. La storia della propria amicizia con Dio si sviluppa sempre in uno spazio geografico che diventa un segno molto personale, e ognuno di noi conserva nella memoria luoghi il cui ricordo gli fa tanto bene. Chi è cresciuto tra i monti, o chi da bambino sedeva accanto al ruscello per bere, o chi giocava in una piazza del suo quartiere, quando ritorna in quei luoghi si sente chiamato a recuperare la propria identità .
sabato 5 febbraio 2022
Il Primo Spicchio Di Luna.
🌛
Il tuo primo, timido, spicchio di luce,
e' ancora tenue in cielo,
eppur già si intravede lo splendore con cui abbagli l'oscurità ,
con cui illuminerai tetti e case,
lamiere d'Africa e cime innevate,
onde di acque dolci e di mare, nella quiete e nella tempesta.
Luna, effondi una misteriosa luce nella solitudine della notte. Nella mia solitudine.
Vorrei, pronunciando il tuo nome, chiederti,
per un istante, di prestarmi il tuo sguardo, per guardare lontano, qua e la', il mondo che ho conosciuto ed amato,
e ti chiederei di prestarmi il tuo sguardo,
per illuminare ciò che duole, ciò che è oscuro, nel mio cuore, nel cuore delle vite del mondo. Solo per un attimo, credimi: rispetterò il tuo candore, la tua bellezza composta ed introversa.
Ed anche se tu non mi accontentassi,
potessero le mie dita almeno sfiorarti,
o luna! GLM
Liberarsi Dagli Accumuli.
Lasciare non e' dimenticare: i ricordi sono già portati al cuore, e lì rimangono.
Lasciare, in bene, è abbandonare (donare come sto facendo) il "superfluo" di una vita, ciò che e' accatastato in inutili mucchi ( documenti passati, auto, vestiti, oggetti, tecnologie etc.).
Che poi gli "accumuli" di superfluo sono per lo più frutto di logiche divisorie e di paura, di sguardi rivolti al passato piu' che al futuro, di logiche di muri, di (insane) pretese di certezze e di protezioni, che in realtà hanno origine proprio da insicurezze profonde,
che presto, nella logica della "chiusura", si trasformano in ripiegamenti alla vita, in definitiva, in paura della vita stessa...
In questo senso gli accumuli insani sono parte del degrado, impedendo all'uomo di "sentire", di costruire ponti e relazioni, di vedere oltre, in avanti, la speranza, il futuro... impedendo di amare. E' ll degradarsi dell'umano.
In direzione opposta sono invece i cammini di libertà , che non possono che passare dal "liberarsi" (kenosis) dalla logica degli accumuli, i quali, prima di tutto, sono psichici, dell'animo, spirituali...
«Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà ; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà " Mt 16, 24-25
"non portate borsa, né bisaccia, né sandali" Lc 10, 4
Lasciare...Che Fossero Solo Cose...
Che poi è tutto un lasciare, che fossero "solo" case, cose... ed invece e' il lasciare affetti, mari, montagne, appartenenze, identità (ma quali sono le identità , se non cammini di vita, processi di crescita, in continuo cambiamento ed avanzamento?).
D'altronde la strada per la libertà passa proprio dal lasciare ed accettare...nell'affidarsi,
nell'abbandono; nel riconoscersi incompleti.
C'è speranza sulla strada avanti. E sulla mia strada, avanti a me, l'Africa...
"L’amore non può sopportare di rimanere rinchiuso in se stesso. Per sua stessa natura è aperto, si diffonde ed è fecondo, genera sempre nuovo amore. Abbiate il coraggio di essere felici" Papa Francesco
Ora Lasciami, E' Tempo Di Andare.
"Tienimi per mano,
un'altra volta ancora,
come fosse la prima,
stringimi forte ti prego, tanto forte da non sentire la tormenta,
per vedere oltre - verso l'orizzonte,
verso l'eternità - la speranza.
Ci rivedremo un giorno, forse,
davanti a Lui,
davanti a noi,
davanti al mare,
davanti alle sorelle ed ai fratelli su cui ci siamo chinati.
Ci troveremo nel vento.
Ti ricorderai l'inizio e ti chiederai se sei riuscito a trovare quello che cercavi.
Ti risponderanno i ricordi,
quelli delle lacrime versate,
dei sorrisi aperti,
degli sguardi donati,
e nonostante tutto ti diranno "si!","
ho amato e mi sono sentito amato in questa vita".
Ora lasciami. È tempo di andare"
GLM
venerdì 7 gennaio 2022
Cerimonia E Discorso Consacrazione
Nella formula con cui ho professato come religioso Fratello Missionario comboniano, ho scelto il brano del Vangelo di Matteo, Mt 11, 25 e 28-30
Discorso di Ringraziamenti durante la celebrazione.
"Vi confido che in quest'ultimo periodo, specie di notte, ho provato un forte sentimento di nostalgia, che mi pareva persino di sentire l'odore del mare, e mi tornavano in mente i volti di persone care con cui ho costruito relazioni di servizio, di cura, di vita, di affetto. Provando in me sentimenti di tenerezza e di compassione, ma anche di dolore, quello della mancanza.
Confratelli, Io non posso nemmeno immaginarle le vostre gioie ed il vostro dolore. Di chi magari ha passato 30 anni in missione...e poi via...
Ma come diceva il Comboni, " le opere di Dio nascono ai piedi della croce".
Il Comboni lo sapeva bene - proprio lui nato qui, su queste salite - che per avvicinarsi a Dio, per espandere il suo amore, attraverso di noi, dobbiamo stare nella fatica della salita. Il dolore, ma anche la gioia, della salita. Quella che ci consente di vedere meglio, e di poter avvicinare la bellezza di Dio, di contemplarla e lodarla.
Anche la mia vita e' sempre stata in salita...
Che paradosso...che la vita si possiede, adesso ed eternamente, solo donandola.
E che per vivere davvero una "vita piena" bisogna saper affrontare il dolore ed anche... la morte...
E prendere i voti ( chiamatele virtu' che è meglio) è un po' come morire. Morire per rinascere a vita nuova, almeno questa è la speranza, che si misurerà nel tempo, nel cammino che si apre camminando, se si rimane aperti, nell'amore, nella mia capacità di portarlo, sempre più, curando ed accarezzando. Questo sarà il mio metro, poi si vedrà ...gli auguri di una vita in Cristo, che è vita piena, non morte.
" Sorge un nuovo giorno, ed i miei sogni sono pieni " cantava Bruce Springsteen.
Grazie al Signore dunque, ed al Comboni, alle salite di Limone. Questo è il posto giusto x entrare nello spirito del Comboni,
delle Salite per rigenerarsi...del rigenerarsi in salita...
Rigenerarsi nello spirito, nel respiro...in tempi in cui manca il respiro a molti. Ecco noi dovremmo essere rigenerati per essere rigenerativi.
Grazie alla provincia italiana in particolare, al provinciale Padre Fabio, anche a quello precedente Padre Munari, a Fr Alberto, ai comboniani tutti, al Padre Vincenzo che mi ha seguito, guidato e spinto, con cura, negli esercizi spirituali, al Padre Giambattista. Grazie Giamba! Grazie alla comunità di Cavallino ( ricordano P. Claudio e pregando x la salute di P. Gianni Capaccioni), e grazie anche alle comunità di Palermo, di Padova, di Venegono. Anche alla provincia portoghese, ed ai conflitti, risoluti, se servono alla maggior gloria di Dio. Grazie all'itineranza dunque, allo sradicarsi continuamente per radicarsi...in Cristo sempre più... ci proviamo...è un cammino di tutta una vita, ed oltre.
Grazie a tutte le persone che ho incontrato in questo pellegrinaggio. Agli "ultimi" delle periferie, i più abbandonati soprattutto, che ho servito ed amato, ed ho nel cuore. Sono qui con me. Il corpo di Cristo che ci evangelizza. Grazie a Fra Simone, Abba Dino in Etiopia, ai gesuiti con cui ho iniziato il cammino religioso a Bologna,...al Papa Francesco che ispira il mondo...che ha ispirato ed attratto me in questa scelta...
Ed un grazie soprattutto alle donne -sono qui con me oggi, sono parte di questo amore che sto donando - quelle che mi hanno accompagnato e migliorato negli ultimi anni, insegnandomi ad amare di più e meglio, nella custodia, nel non possesso, nella carezza.
Soprattutto nella grazia ( e' la via della grazia che ci "salva" dalla morte), che credo di aver sperimentato in questo tempo di esercizi, di dolore trasformato in un amore più grande...più puro...casto appunto. Il dolore del seme che si fa morire per donare vita. La Chiesa e' donna.
Ed infine, non ci sono, non c'è nessuno della mia famiglia, un po' x i contagi che l'hanno colpita, sintomi leggeri (un po' che davvero nessuno è profeta in patria) ...
ma comunque ci sono persone care, anche inaspettate...
grazie ai miei genitori, a mamma per l' animo sensibile, amante del creato, degli animali, dei gatti, della bellezza, e grazie a papà per la sua fedeltà , nonostante tutto. E grazie per il suo sguardo curioso, appassionato, sul mondo, sulla politica, sulla cultura, sul cinema.
Ecco io vi chiedo una preghiera per me, ma anche per voi, per la Chiesa: per chiedere allo spirito i doni della sobrietà , della mitezza, dell'umiltà x me, a volte anche della sapienza nel dosare le intense energie e tensioni, anche provocatorie, che porto, in modo di riuscire ad accarezzare l'umanità , senza volerne restituzioni in cambio. E chiedo perdono per tutte le volte che non sono stato capace di essere mite, umile di cuore, apparendo a volte anche giudicante, ferendo. Non si possono dare o chiedere risarcimenti alla vita, solo il perdono, cammino di tutta una vita.... "farsi" ferire piuttosto che ferire...
E chiedo qui, a noi, di pregare ed invocare lo spirito, lo spirito del Comboni anche, la sua rigenerazione. Il Comboni era uomo di relazioni, sapeva che la rigenerazione non può che avvenire nell'amore, nel prendersi cura con amore ed affetto. Il suo sentimento verso l'Africa era di profonda tenerezza e compassione.
Credo la missione sia prima di tutto una testimonianza di vita e di umanità , che inevitabilmente attrae: ed e' anche un sogno la missione, lo diceva Lele Ramin...senza sogni non è possibile vivere.
Il sogno più grande di Dio... quello della pace, e' anche il sogno che più ci riguarda, che ci riguarda come missionari ed operatori di pace. Preghiamo per la pace, preghiamo per poter essere noi in pace, e luminosi già oggi...
Martin Luther King diceva - "Con questa fede uscirò e scaverò un tunnel di speranza attraverso la montagna della disperazione. Con questa fede uscirò con te e trasformerò gli oscuri ieri in luminosi domani”.
Ecco, facciamoci ispirare dai sogni.
Grazie, e camminiamo, insieme, nella speranza, sulle salite del mondo, sulle salite della vita, che sono le periferie geografiche ed esistenziali. E' lì che nascono le opere di Dio. Ai piedi della croce. E' lì che siamo chiamati!"
Fr Giuseppe L. Mantegazza
06 Gennaio 2022 Solennità Dell'Epifania Del Signore
Limone Sul Garda (BS)
giovedì 30 dicembre 2021
Ritiro Pre-Consacrazione
Carissime, carissimi,
da stasera entrerò nel silenzio. Nel ritiro che precede i voti ( o meglio... le virtù). Pregherò per il mio cammino, per il vostro, per l'umanità , per chi ho incontrato ed avvicinato, per tutti voi che siete nel mio cuore.
Per arrivare qui a Limone Sul Garda, dove proclamero' povertà , castità ed obbedienza ( che paradosso! Ma in fondo, se ci pensate bene, la vita stessa e' paradosso, e paradosso e' l'essenza stessa del cristianesimo, cioe' la morte che dona la vita), abbiamo percorso la dorsale adriatica, e poi su fino a qui, sul lago di Garda. Più di 1000 km partendo dal tacco d'Italia, il Salento, fin a raggiungere questa località suggestiva, incastonata tra il lago e le cime ora innevate, che e' diventata una specie di enclave tedesca in Italia. Limone, questo e' curioso e positivo per me, e' sotto osservazione, studiata perché ha un segreto, quello della longevità ( e' la località che ha tra il più alto numero di centenari in relazione alla popolazione).
Personalmente mi sento come fossi stato tramortito, sono dolorante, come fossi stato "sradicato", seppur in Salento abbia trascorso un anno. Sradicato anche e soprattutto affettivamente: ieri sera, guardando per un'ultima volta il mare Adriatico (che e' stato mio compagno di preghiera, di pensieri, di gioia, di bagni anche invernali) , a Pesaro, dove ci siamo fermati per dormire prima di riprendere stamattina presto il viaggio, mi sono commosso, affidando al mare e a Dio, i miei più bei pensieri per voi, per tutte le persone che ho conosciuto, per i più piccoli, i più fragili, per i gatti salentini anche ( ma anche i cani, i gabbiani, le gazze che infestano il parco dei comboniani).
Credo sia, lo sradicarsi, un passaggio, un attraversamento necessario per "radicarsi", ancor più, nell'unico che è davvero capace, se ci avviciniamo a lui, di curarci, di curare le nostre tante ferite. E' Il partire da Ninive come ha fatto Abraham, che spero' contro ogni speranza, per fede. Quel partire che non necessariamente implica uno spostamento esteriore, perché il più autentico cammino e' interiore, il viaggio dentro di noi, nel nostro animo, verso la luce oltre le oscurità .
Mi sono commosso anche rivedendo le Alpi, la neve, le salite che tanto amo ( in Salento confesso che mi mancava il camminare od il pedalare in salita, d'altronde se non mi piacessero le salite non mi troverei ora qui, ma non e' masochismo credetemi), rivedendo i colori di un lago alpino. E mi sono commosso vedendo due gatti di cui le cuoche si prendono cura nella nostra casa comboniana.
Limone sul Garda ed il Salento: in comune gli ulivi, le arance ed i limoni. Pensate, e' una delle pochissime località cosi' a nord dove vi crescono. Questo ci unisce. Insieme all'acqua, che e' vita.
Una delle prime cose che ho fatto arrivato qui e' stata quella di bagnarmi mani e faccia nel lago: sentire l'acqua...sentire la vita. In ogni spostamento in un nuovo terreno vi è gioia e sofferenza .
Io prego per voi, voi pregate per me, soprattutto pregate perche' possa sempre fruttificare dove il Signore mi pone . Per lo stile delle relazioni profonde che vivo con le persone...credo gioiro' e soffriro' sempre, e faro' gioire e soffrire anche altri . È una sfida ineludibile quella delle relazioni, che spesso, purtroppo, vengono ridimensionate proprio per non soffrire più . Ma io provero' sempre a resistere a questa tentazione, al minimalismo. Vorrei continuare ad immergermi totalmente, anche affettivamente, anzi soprattutto affettivamente ( ecco cosa e' il sentire), perché non è possibile curare se non c'è il cuore coinvolto...anche se questa immersione col cuore, e poi la riemersione, comporta dolore, per me e per altre persone...
Credo non ci siano altri cammini per poter guarire, per poter crescere, elevarsi. Anche la pianta per crescere deve tirarsi, e quindi provare dolore. Elevarsi per servire sempre più e meglio gli altri, a partire dai più piccoli, i più abbandonati. Elevarsi per amare sempre più e meglio.
Ci si gioca la vita non per una idea, ma per il cuore, per l'amore. Ecco. Non giocate con la vita, ma giocatevela! Per e con il cuore, per e con l'amore. Per Cristo, per chi ci crede nell'amore cristiano, puro e totalizzante!
Dal dolore, come dalle crisi, non si esce mai del tutto, come dalla lotta, sono continue: vanno affrontate, sapendo che o ne usciamo più umani, oppure più deumanizzati ( il dolore se non affrontato ed integrato deumanizza). Coraggio! E' la sfida della vita. Dell'amore. Da affrontare con fede, nell'uomo, negli abbracci, nella comunione e comunità . In Dio.
Vi voglio bene, vi ricordo (vi porto nel cuore).
" Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo”
Mt 18,15-20
Iscriviti a:
Post (Atom)