venerdì 5 agosto 2016
sabato 30 luglio 2016
C'e' Un Pericolo Peggiore.
«Vorrebbero farci credere che chiuderci è il miglior modo
di proteggerci da ciò che ci fa male. Noi adulti abbiamo bisogno di voi, per
insegnarci a convivere nella diversità, nel dialogo, nel condividere la
multiculturalità non come una minaccia ma come un’opportunità”,
” noi adesso non ci metteremo a gridare contro qualcuno,
non ci metteremo a litigare, non vogliamo distruggere. Noi non vogliamo
vincere l’odio con più odio, vincere la violenza con più violenza, vincere il
terrore con più terrore»
Nella
vita c’e’ un’altra paralisi, che Francesco definisce
«ancora più pericolosa», e’ quella che nasce «quando si confonde la felicità
con un divano» che «ci aiuti a stare comodi, ben sicuri». Un divano, che
garantisce «ore di tranquillità per trasferirci nel mondo dei videogiochi».
La
«divano-felicità» afferma Bergoglio alla Giornata Mondiale della Gioventu’ in
corso in Polonia, è «probabilmente la paralisi silenziosa che ci può
rovinare di più». Perchè intontisce e addormenta, «mentre altri – forse i più
vivi, ma non i più buoni – decidono il futuro per noi».
Il
peggior pericolo dunque non e' il terrorismo o qualche minaccia (spesso
fantomatica) esterna, il pericolo peggiore per intere generazioni di giovani
(ed anche meno giovani) e' quello di vivere vite non spese, chiuse nella paura,
nel vuoto, nell'odio da tastiera (quante persone rancorose lo fomentano sui
social),
nel
nichilismo adottato a religione.
L’invito
e’ ad uscire, viaggiare, cambiare punti di vista, costruite ponti, amarsi ed
amare l'umanita', quella prossima e quella meno prossima, perche' chi non ama
quest'ultima, difficilmente amera' anche la prima.
Perche’,
questo mi chiedo, se non siamo in grado di riconoscere drammi e sofferenze
epocali, come quelli dovuti ai cambiamenti antropologici in corso in questa
nostra epoca, segnata da migrazioni di massa e da una “guerra mondiale
combattuta a pezzi”, proprio come profeticamente anticipato dal Papa Gesuita
due anni fa’,
se
non sappiamo essere misericordiosi di fronte ad un cammino umano di sofferenze
cosi’ plateali, come possiamo essere autenticamente amorevoli e misericordiosi
anche verso chi e’ piu’ vicino a noi, come nel contesto familiare o
comunitario? Non sono autentiche l’indignazione, l’ amore e la misericordia ad
orologeria.
L’alternativa
e’ quella di lasciarsi rubar la vita, di spegnersi, come i tanti, troppi,
giovani e meno giovani, vinti da vite spese in panchina..
martedì 26 luglio 2016
Chi Muove Le Fila Di Un Terrorismo Pseudo religioso? E' Papa Francesco l'Obbiettivo Finale?
Colpire
un sacerdote in una Chiesa cattolica nel cuore dell'Europa, significa alzare lo
scontro al livello piu' alto, significa voler innescare un meccanismo di
scontro "finale", non solo tra religioni, ma anche tra civilta'
Questo
e' il vero scopo di chi sta' muovendo il terrificante gioco, di chi muove le
fila di questo terrorismo pseudo religioso, per cui il vero obbiettivo e'
colpire la pace, colpire la speranza, colpire una societa' aperta
all'accoglienza ed al dialogo, che sono i
presupposti per la pace.
Il loro obbiettivo finale, inutile nasconderlo, e' Papa Francesco ed il Mondo che il Gesuita e gli uomini di buona volonta’, provano faticosamente a costruire tutti i giorni, nelle piccole e meno piccole azioni.
Perche' ai "signori" della guerra, ai "signori" di quella economia perversa che si regge su traffici di armi, violenze, sfruttamento, ingiustizie,
Il loro obbiettivo finale, inutile nasconderlo, e' Papa Francesco ed il Mondo che il Gesuita e gli uomini di buona volonta’, provano faticosamente a costruire tutti i giorni, nelle piccole e meno piccole azioni.
Perche' ai "signori" della guerra, ai "signori" di quella economia perversa che si regge su traffici di armi, violenze, sfruttamento, ingiustizie,
il Mondo che ha in mente Papa Francesco, e' per
loro il peggior dei Mondi possibili, il Mondo piu' pericoloso per i loro
sporchi affari.
Ed allora non mi stupirei di sapere che i mandanti di queste violenze non risiedano solo a Raqqa, a Riad od in Qatar, ma anche a Londra, Parigi, New York, gangli di quei poteri, centri nevralgici di torbidi e maligni intrecci di potere economico, militare e politico mafioso...
Ed allora non mi stupirei di sapere che i mandanti di queste violenze non risiedano solo a Raqqa, a Riad od in Qatar, ma anche a Londra, Parigi, New York, gangli di quei poteri, centri nevralgici di torbidi e maligni intrecci di potere economico, militare e politico mafioso...
venerdì 22 luglio 2016
Detroit Museum Of Art
Il museo ha poco da invidiare a quelli newyorkesi, che
pero', a differenza di questo, sono sempre superaffollati...
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| Una guida d'eccezione, Marco Monti della direzione generale del
Pime: un grande viaggiatore ed esperto d'arte (immortalato davanti ad un
opera di Caravaggio) |
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| George Washington, Padre fondatore degli Stati Uniti |
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| Martha And Mary Magdalene (Caravaggio) |
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| Detroit industry murals di Diego Rivera: sulla destra Henry Ford ed il figlio durante un controllo in catena di montaggio |
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| diego rivera detroit industry murals |
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| diego rivera detroit industry murals |
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| Andy Wharol |
lunedì 11 luglio 2016
L'America Conservatrice A Cui Piacciono I Mexican Tacos.
Cronaca Di Una Giornata Di Festa Per Una figlia dell'America Borghese E Repubblicana (E Cattolica).
Viene prima il pensiero o
la parola?
Puo' esistere un pensiero
che non sia trascrivibile in parola?
Il pensiero esiste solo
nel momento in cui e' possibile comunicarlo e condividerlo?
L'arte figurativa, l'arte
astratta, la musica o le immagini, per esempio, possono essere
considerati pensieri, o sono "solamente" dei veicolanti di sensazioni
ed emozioni?
La musica esiste perche'
si compongono le note, il teatro esiste perche' si segue un copione, che e'
scritto, e l'arte segue dei codici e delle convenzioni, anch'esse scritte.
Scrivere e' definire
un'idea, un' opinione, e' definire un pensiero, appunto.
Certo, possiamo scrivere
di tutto e di tutti, commentare con frasi senza senso e senza logica, ma e'
probabile che, in quel caso, non si stia facendo emergere nessun tipo di
pensiero, almeno di pensiero comprensibile.
Perche' il pensiero
diventa tale dal momento che e' comprensibile, che e' comunicabile.
Dunque esiste la scrittura
senza il pensiero, cosi' come esistono rumori indistinti, suoni
incomprensibili, parole e frasi sconnesse, impossibili da tradurre od
interpretare.
Ma non puo' esistere il
pensiero senza scrittura.
Per il sottoscritto la
scrittura e' condivisione, a volte liberazione, ma sempre, sempre, e' definire
i pensieri, dargli una definitivita': condividere un'esperienza che mi cambia,
un'esperienza che mi emoziona, delude, colpisce, indigna, o che mi entusiasma.
L'esperienza americana e'
per me foriera di condivisioni, di crescita e di incontri, di
opportunita’ di abbattere qualche pregiudizio (non molti per la verita'), di
provare a immedesimarmi con chi ha un punto di vista diverso dal mio,
com' e' successo Ieri.
Invitato ad un
party di laurea, ho condiviso riflessioni, esperienze, pensieri, con molti
degli invitati alla festa, quasi tutti conservatori, convinti repubblicani.
Una famiglia
che si potrebbe definire borghese, lui tecnico di elicotteri, ex militare
dell'air force , lei impiegata in banca, 4 figli, due dei quali ancora
teenager, le altre due laureate, compresa la festeggiata.
Una bella
villetta familiare appena fuori citta', il cane, la tranquillita' di una
zona sicura, immersa nella natura, lontana dai luoghi dello spaccio e dei
regolamenti di conto, che hanno reso tristemente famosa Detroit.
Ho ascoltato,
ho detto la mia, si e' condivisa la speranza che il futuro dell'America, ma
anche quello dell'Europa e dell'Africa, insomma del Mondo intero, possano
essere migliori.
Gia', ma
partendo da dove? Per loro ripartire significa dar credito a Trump: "anche
se non e' il nostro tipico candidato, perche' noi, che siamo sempre stati
conservatori, abbiamo sempre votato repubblicano, preferendo i candidati che
facevano battaglie culturali, di valore, come il no all'aborto, che e' una
battaglia sacrosanta per noi credenti!.
I membri della
famiglia questione, cosi' come molti dei loro amici invitati all'evento, sono
cattolici, appartenenti alla congregazione dei Legionari Di Cristo*, una delle
organizzazioni cattoliche negli Stati Uniti (insieme all'associazione dei
knicks of Columbus*), piu' potenti, ricche ed influenti.
Nelle
conversazioni di Ieri, ho sentito piu' volte definire Obama, un
"socialista" che sta' distruggendo il Paese, il peggior presidente
nella storia americana, addirittura un'anticristo.
E per qualcuno
di loro, mi e' parso che Papa Francesco non stia poi' cosi' simpatico.
Peraltro, il
mio punto di vista, che piu' volte ho sottolineato, probabilmente gonfiandomi,
e' che l'Europa, almeno sulla carta, e' un po' meno squilibrata ( cosi'
dicendogli:" noi europei abbiamo il miglior welfare al Mondo", poi'
pero' loro mi chiedevano della Grecia) ed un po' meno violenta
dell'America (ed allora mi ribattevano del fascismo e del nazismo).
Eppoi' su Papa
Francesco, che per me e' straordinario, perche' ha portato al centro
dell'azione della Chiesa il Vangelo, la missione, i poveri, perche' ha
ribadito che la misericordia e' l'atto piu' benevolo di Dio sull'uomo, e che
quindi noi uomini quando siamo misericordiosi tra noi simili, facciamo piu' e
meglio la volonta' di Dio (al che mi ribattevano sull'aborto:" e' la piu'
grande strage che l'uomo sta' perpetrando su simili indifesi, sui piu'
vulnerabili, ed allora perche' Papa Francesco quando e' stato qui, nei suo
tanti discorsi, solo in coda si e' ricordato della questione?".
Chissa' se
Trump vincera' le elezioni, se questo candidato atipico, anche per questi
ambienti cosi' profondamente e storicamente conservatori, ma fascinoso
per questa famiglia della middle-class del Michigan :"perche' si,
l'America deve tornare grande, dobbiamo tornare forti con le nostre industrie,
le nostre forze armate, dobbiamo tornare all'America di Reagan, il miglior presidente
di sempre, dobbiamo fermare questa immigrazione indiscriminata che porta
crimine, che porta droga nelle scuole dove mando i mie ragazzi", ecco
chissa', scrivevo, se tra pochi mesi il miliardario newyorkese
riuscira’ davvero ad insediarsi alla Casa Bianca.
Volevo dirgli
della Cina, dell'India, ancora dell'Europa e delle sue potenzialita' (quelle
sulla carta), del fatto che il Mondo e' un po' diverso da quello degli anni 80,
quelli del thatcherismo e del reaganismo.
Ma insomma,
ieri era una giornata di festa, per una figlia dell'America borghese, la cui
famiglia ha speso almeno 100mila dollari perche' si laureasse: "ma poi' ci
sono gli altri due, che ancora vanno al college", un'America piena di
preoccupazioni e di paure, ma che ha sempre uno sguardo di speranza e di
fiducia sul futuro, perche' , e su questo finalmente abbiamo convenuto:"
In America non conta da dove arrivi ma dove stai andando, conta l'energia che
ci metti per andarci (verso il futuro s'intende)".
Se
quell'energia c'e' ancora, lo staremo a vedere, per intanto ieri ho vissuto una
giornata di inculturazione profonda, divorando, tra l’altro, squisiti hot-dogs
tipici (i famosi coney Island),
e degli ottimi
tacos messicani, che pare piacciano molto anche in questi ambienti
repubblicani.
sabato 2 luglio 2016
Lo Strano Paradosso del tempo Tra Due Estremi:L'Africa Sub-Sahariana Ed Il Nord-America.
La variabile dello
spazio: essere in un luogo od altrove, trovarsi a Nord, a Sud, ad est od a
Ovest di un luogo che stabiliamo essere il “nostro” centro.
Avevo previsto che
passare da un polo all’altro, nel giro di pochi mesi, mi avrebbe posto piu’
interrogativi che risposte, ma la variabile che piu’ mi appare indecifrabile e’
quella del tempo.
I due poli sono
rispettivamente - l’Africa profonda, quella della Rift Valley, dove il cammino
umano ha avuto inizio, quella degli spimpanze’ (i nostri vicini piu’ prossimi)
dell’Uganda,
-ed il profondo Nord
America, l’area piu’ sviluppata al mondo.
L’Africa profonda,
quella in cui vivono gli esseri umani con i corpi piu’ magri, ma anche piu’
armoniosi, l’area del Mondo dove si consuma di meno, in termini di cibo, di
acqua, di calorie, di risorse energetiche,
il Nord America
profondo, quello in cui il consumo di calorie pro capite e’ superiore di
almeno 3 volte a quello dell’Africa profonda ( per capirci: con quello che
mangia quotidianamente un adulto di Detroit, la citta’ che ha il piu’ alto
tasso di obesita’ al mondo, insieme a Houston ed El Paso, entrambe in Texas, ci
sfami 4 adulti o 10 bambini etiopi),
quello il cui solo
consumo energetico annuale di due citta’ come New York e Chicago
messe insieme, e’ quasi uguale al consumo energetico annuale di tutta
l’Africa subsahariana, cioe’ circa 25 milioni di km quadrati in cui
vivono circa 1 miliardo di persone paragonata ad un area di nemmeno 1500 km
quadrati in cui vivono a malapena 20 milioni di persone (appunto l’area di NY e
di Chicago messe insieme).
Senza dubbio due
poli, due estremi;
ma scrivevo della
variabile tempo, gia’ perche’ a colpirmi e’ soprattutto la percezione del
tempo.
Come se qui, dove
mi trovo (Nord degli Stati Uniti, a pochi km dal Canada) tutto fosse piu’ rapido,
come se il tempo passasse piu’ velocemente.
L’Africa e’
lontanissima da qui, ma e’ lontanissimo da qui soprattutto il tempo africano,
che scorre lento, calmo, allentato, dilatato.
Eppur mi pare di
consumarmi e di invecchiare piu’ velocemente in Africa, mentre qui, strano
paradosso, sembra quasi di non invecchiare.
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